Saint Maxime Rossi da Palma Di Mallorca

«Basta fissare intensamente un punto qualsiasi della notte, preferibilmente una stella di terza o quarta grandezza, e il punto osservato diventa una sfera luminosa che ruota su se stessa. Le possibilità di una tale sfera sono quasi infinite, (...) man mano che l'immagine si espande, rivelerà un'architettura barocca, coronata da bouquet di piume pietrificate, scutcheons sagomate e volute in continuo sviluppo e trasformazione, con iridescenze pittoriche.»

J. Rodolfo Wilcocq, «La Sphère», in Le Stéréoscope des solitaires

Il progetto artistico di Maxime Rossi sembra procedere per anadiplosi, sviluppando ramificazioni inizialmente insospettabili e sovrapposizioni fortuite che finiscono per rivelare - come la sfera luminosa evocata da J. Rodolfo Wilcock - una ricca costellazione di idee e forme che rimandano logicamente le une alle altre. 

Prendiamo il progetto Cheap Imitation, iniziato nel 2009. Si sviluppa in una varietà di forme che comprendono disegno, performance, scultura e suono. Il punto di riferimento di questa avventura proteiforme è la serie Père Lachaise, per la quale Maxime Rossi ha collocato spartiti di Frédéric Chopin sulla tomba del celebre pianista nel cimitero parigino. 
Quest'ultimo è sovrastato da un salice piangente i cui rami sono stati ricoperti da pennarelli colorati che hanno iniziato a gocciolare al vento. Come un processo di dripping orchestrato dall'albero, le macchie colorate si sono formate a caso, macchiando i fogli di carta del compositore. Da queste partiture doppiamente mute, Maxime Rossi ha sviluppato una riflessione sulle nozioni di silenzio e anti-silenzio, di cui Cheap Imitation è una dimostrazione impeccabile. A tal fine, Maxime Rossi ha tentato di insegnare il silenzio a un mainate, un uccello famoso per la sua capacità di riprodurre fedelmente la voce umana. Nel vano tentativo di imporre il silenzio a un uccello parlante, il mainate imparò in realtà a imitare rumori ambientali banali come lo sbattere di una porta, il cigolio di un pavimento, l'abbaiare di un cane, il funzionamento di un trapano o lo sciacquone di un bagno. In totale opposizione ai sacrosanti 4'33” di silenzio di John Cage, queste esplosioni di suono sono state poi registrate da Maxime Rossi su un picture-disc. Questo progetto è il risultato di un processo che va contro ogni logica, e in questo senso mette in discussione l'impatto di un rumore che diventa suono, e di un suono che diventa obsoleto una volta registrato. 
Laddove l'argomento poteva sembrare chiuso, Maxime Rossi ha aggiunto altri elementi, come gli spin-off di un film o di una serie televisiva. Il set è completato da un fumetto basato sulle avventure di Superman nel fumetto Clark Kent's Mynah Dilemma. 
Nel lancio di questa avventura, pubblicato nell'ottobre 1979, i vicini di Clark Kent gli affidano le cure del loro suricato, che scopre il segreto della doppia identità del supereroe. Nel 2009, trent'anni dopo, Maxime Rossi ha chiesto a un disegnatore della Marvel Comics, la casa editrice delle avventure di Superman, di disegnare una tavola inedita - come una pagina muta - da inserire nella storia originale: un momento in cui Clark Kent, mentre fa delle ricerche su Internet per trovare una soluzione per silenziare il suo suricato, si imbatte nel sito di Maxime Rossi e nel suo progetto Cheap Imitation.... Per chiudere il cerchio, Maxime Rossi ha invitato un mimo, Ivan Bacciocchi, a interpretare i suoni del mainate con il linguaggio del corpo, riportando al silenzio questa infernale partitura rumorosa. Una collusione di tempo, forma e spazio - il mondo di Rossini viene gradualmente svelato. 

Questo modus operandi permette a Maxime Rossi di sviluppare un universo di possibilità quasi infinite, dove la grande Storia dell'Arte incontra la cultura popolare, dove le aree geografiche si mescolano. A Maxime Rossi piace creare un effetto telescopico tra universi che non hanno nulla a che fare l'uno con l'altro. 
Il risultato sono perigliose - ma sottili - grandi discrepanze, e questo modus operandi, inconsciamente basato sulla costellazione, gli permette di creare una poesia del linguaggio, in cui la semantica è costantemente sfidata, non senza umorismo. 
La pratica di Maxime Rossi è soprattutto collaborativa; l'artista, come un direttore d'orchestra, ama circondarsi di creatori provenienti da orizzonti diversi: ognuno a modo suo, grafici, musicisti, cantanti, cineasti, ecc. Da questo occhio cacodico emerge un chiaro desiderio dell'artista di spingere costantemente i limiti della propria costellazione, di andare alla ricerca di esopianeti, di creare una gioiosa polifonia dimostrando la stravagante risoluzione dell'equazione 1+1=3. Il progetto Mita, che ha condotto insieme al suo partner di studio Armand Jalut, lo ha portato dalle pareti rosa di un salone di parrucchiere di Barbès a un hotel Oasis mini gym nelle Filippine, accompagnato da una miriade di artisti e curatori che hanno risposto all'invito di presentare opere in luoghi nuovi, lontani dai sentieri battuti dell'arte contemporanea. 

Un altro progetto onnicomprensivo - se non totale - di Maxime Rossi è Sister Ship. Il film, dal titolo omonimo, è la trascrizione musicale di Come Alive: The Spirited Art of Sister Corita1, un'opera biografica sull'arte di Sister Corita realizzata dalla critica d'arte Julie Ault. 
La colonna sonora del film utilizza tutti gli elementi di Sister Corita, le note a piè di pagina e le colonne d'acqua, le didascalie al computer delle opere sono trasformate in testi cantati improvvisamente da una cantante (Emma Daumas). È accompagnata da musicisti di diversa estrazione (Check Tidiane Seck, Kandia Kora, Aki Onda...), da ritmi di tip tap (Isabelle Dauzet) e da un organista (Hampus Lidwall). Ognuno dei sette capitoli del libro è stato tradotto in uno spettacolo musicale, la cui struttura rende omaggio ai musical dell'epoca d'oro di Hollywood. Per le immagini, Maxime Rossi ha utilizzato i rushes del film documentario Pygmée Blues, realizzato nel 2013 da Renaud Barret & Florent de la Tullaye. 
La colonna sonora del film riflette la musicalità che emerge dalla lettura del libro e i ritmi dell'impaginazione delle riproduzioni delle opere di Suor Corita. L'associazione di forme, colori e sequenze produce sensazioni sinestetiche: il collage di testi e immagini filtrate provoca continue interazioni sonore e video. Le silhouette delle rive del fiume Congo si sviluppano come una cronologia seguendo questo flip-book musicale. La lunga e tortuosa carrellata che riprende le rive del fiume da una barca riecheggia la ripetizione degli slogan pop e dei tormentoni ideati da Suor Corita, come se fossero cantati come le preghiere del Vangelo. A metà strada tra una stravagante commedia musicale, un cinéma vérité e un inaspettato biopic, la struttura di Sister Ship è nella pura tradizione hollywoodiana: dall'incipit quasi psichedelico con motivi astratti alla coda - o epilogo - temi e leitmotiv musicali punteggiano questo lungo film. Questo progetto esplora sia il linguaggio del musical che le sue origini gospel, rendendo omaggio a film come Les verts pâturages2 (1936) e, in un altro registro, Steamboat Willie (1928), un cartone animato di Walt Disney considerato il primo film con suono sincronizzato. 
Questo progetto a lungo termine ha richiesto diversi anni ed è stato realizzato in diverse tappe per alimentare e sondare il proposito di Maxime Rossi. Uno di questi è il bacino sinestesico intitolato Wet'n'Wild3 (2014): questo bacino è sia un oggetto scultoreo, uno strumento musicale e la traccia di una performance. Maxime Rossi ha effettivamente utilizzato questa piattaforma come set su cui è intervenuta una ballerina di tip tap. Il suono registrato è poi servito come motivo musicale incorporato nella colonna sonora del film Sister Ship. Coperto da un film dicroico e da un sottile strato d'acqua, il fondo di questo bacino riflette la luce tingendola di sfumature fluorescenti; i passi di danza, quando sbattono su questa superficie iridescente, fanno corrispondere una nota a un colore e quindi rimandano ai giochi di colore dell'immagine. 
La spaziatura del film è parte integrante del progetto: una serie di grandi pannelli di tele per serigrafia strutturano lo spazio e la deambulazione del visitatore. Questo set, che unisce l'armatura spaziale e la superficie di proiezione, estende l'universo artistico del film Sister Ship rendendo omaggio ai motivi delle serigrafie di Suor Corita. Al di là di una semplice proiezione di film, la performance è concepita come un'installazione cinematografica allargata che prende corpo con lo spazio. Realizzati in collaborazione con l'atelier parigino di serigrafia Arcay, questi pannelli dove il rigore matematico degli studi di Vasarely si sovrappone allegramente alle forme biomorfiche di Arp, rimandano a uno scenario che ricorda l'universo di adattamenti teatrali dei più famosi musical, da Hollywood a Broadway e viceversa. Entrando in questa spazializzazione, il visitatore diventa contemporaneamente spettatore e potenziale attore. Innanzitutto spettatore, perché il dispositivo gli permette di rannicchiarsi in pouf appositamente progettati per l'esposizione: i loro motivi stampati riprendono in parte quelli presentati sui paraventi. Attore, poi, perché l'illuminazione colorata può ricordare quella di un palcoscenico e permettere così un'immersione totale nello spazio. 

Questa installazione è l'immagine del modo di lavorare di Maxime Rossi: tra ricerca erudita, scivolamenti semantici e felici casuali, l'artista segue un percorso dove un concetto iniziale - in questo caso la vita e l'opera di Suor Corita - diventa il filo conduttore di una costellazione in continua crescita, dove vari elementi sparsi vengono ad alimentare la sua riflessione e la sua pratica. 

Da Maxime Rossi, ogni presentazione di uno stesso progetto è quindi soggetta a diventare un complemento d'informazione, un asse da sviluppare. Se la sua ricerca sul periodo di pensionamento americano di Max Ernst in Arizona trova una prima eco nel 2013 con la realizzazione di ceramiche prodotte nella regione di Salerno, la presentazione del film Two Owls on a Mountain, and a Snake at the Bank (2012) nelle mostre Real Estate Astrology alla galleria Allen e It’s a Zodiac Rain alla galleria Tiziana di Caro (rispettivamente nel 2015 e 2016) gli ha permesso di sviluppare e perfezionare un ambiente di proiezione che integra pienamente il visitatore. L'esperienza dell'immagine in movimento avviene attraverso delle spazializzazioni avvolgenti dello spettatore: nello spazio rococò della galleria napoletana, i filtri colorati hanno facilitato la creazione di un ambiente di luce colorata dove la visione tradizionale è messa alla prova - allontanandosi volontariamente dai dettami del White Cube o della Black Box. Un tale lavoro di luce ricorda l'approccio di Thomas Wilfred (1889- 1968). 
A partire dagli anni '20, sotto il nome di Lumia, quest'ultimo utilizza la luce come materia prima per esperimenti artistici che mettono in evidenza i mezzi per controllare e proiettare forme luminose che si possono paragonare all'aurora boreale. Per analogia, la profondità infinita di queste immagini astratte può rimandare a uno degli ultimi progetti di Maxime Rossi - Christmas on Earth Continued (2016-17) - per il quale utilizza un algoritmo che reinterpreta una nuova versione della canzone Louie Louie del gruppo Pink Floyd, Mixando le registrazioni all'infinito come un oceano di possibilità, una costellazione in perpetuo divenire, come l'andatura dell'artista che rimbalza di stella in stella, di pleiade in pleiade. 


 

1 Julie Ault (dir.), Come Alive!: The Spirited Art of Sister Corita, Londres: Four Corners Books, 2006.
2 Realizzato da Marc Connelly e William Keighley, e prodotto dalla Warner, The Green Pastures è uno dei primi film che raccontano frammenti della Bibbia interpretati da attori afroamericani.
3 Il titolo di quest'opera si riferisce direttamente a una serigrafia di Suor Corita datata 1967, Wet and Wild,giocando sullo slittamento semantico e metaforico di «wet and wild» [letteralmente, umido e selvaggio], cioè un'azione impulsiva e frenetica, proprio come i tip tap.

Marc Bembekoff