Creature di confine - PuGG Genova

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La mostra prende spunto dalla relazione tra umano e animale, e dalla rappresentazione del mondo animale come specchio delle paure, dei desideri e dell'identità dell'uomo stesso. Attraverso un percorso espositivo che si snoda tra sculture, disegni, collage, dipinti e video, le opere in mostra invitano il pubblico a ridefinire i confini tra natura e cultura, mettendo in discussione la presunta superiorità della specie umana.

Per secoli, la distinzione tra umano e animale è stata tracciata con rigore dogmatico, ma questa separazione un tempo netta e categorica, si è trasformata in un continuum sfumato, dove le differenze sono di grado e non di natura. Le opere in mostra, a vari livelli e attraverso assunti diversi riflettono sulla centralità dello sguardo umano, mostrando come le barriere concettuali erette per secoli possano crollare con estrema facilità di fronte alla riscoperta della nostra stessa natura.

Da anni Luca Gioacchino Di Bernardo si è imbattuto in questo “bisogno ossessivo di accostare animali e umani” rimanendo molto spesso in una dimensione ibrida, in un processo di involuzione e incertezza. Nei soggetti rappresentati nelle opere in mostra non c'è nulla di selvaggio né brutale, perché sono il riflesso dell'umanità contemporanea, creature teriomorfe che inteneriscono per i loro sguardi languidi e al contempo sorprendono per la loro natura ambigua e talvolta seducente.

Nel film di Shadi Harouni The Owl’s Made a Nest in the Ruins of the Heart, una mucca costituisce la presenza centrale attorno alla quale si intrecciano storie di casa, memoria e lotta politica. L'immagine della mucca che vaga liberamente in una casa segnata dal tempo, situata nelle regioni curde dell'Iran, è accompagnata dalla voce di un suo precedente abitante: un dissidente curdo che, con ironia e spirito giocoso, ripercorre vicende personali e globali tormentate e dolorose, legate a crisi sociopolitiche.

I due collage di Damir Ocko fanno parte della serie DragForms: i soggetti in essi raffigurati decostruiscono, ciascuno, una specifica paura descritta in un vasto catalogo di fobie umane. Euphoric Baton è quindi l'anagramma di Counterphobia, cioè la preferenza di una persona fobica per situazioni che suscitano paura. Mentre Oho I Probate è l'anagramma di Erotophobia cioè la paura dell'amore sessuale o delle questioni sessuali.

Rosa Panaro sviluppa un universo mitologico del tutto personale, muovendo dalla dimensione quotidiana per addentrarsi nel mito e nell'ansia del fantastico.

All'interno di questo percorso, le sue Salamandre assumono un forte valore paradigmatico: legandosi alla leggenda che le vuole immuni al fuoco, diventano simbolo di tenacia, resistenza al male e capacità di rinnovarsi. Tuttavia, è nelle sue Lilith che si inquadra al meglio il tema della mostra. Rappresentata come una donna alata, la figura di Lilith segna il momento in cui la dimensione mitica prende definitivamente il sopravvento sulla realtà.

A completare il percorso espositivo è l'opera Alfabeto proverbiale di Tomaso Binga, i cui elementi sono distribuiti in diversi punti dello spazio espositivo. Muovendosi all'interno della mostra, il visitatore si imbatte così nelle lettere di un vecchio abecedario scolastico, a cui l'artista associa versi poetici dal tono talvolta assertivo e talvolta spiritoso. Attraverso l'uso frequente della paronomasia (il gioco di parole basato sulla somiglianza di suono), Binga invita il pubblico a compiere un'azione positiva in contrapposizione a una negativa.

Pop-up Gallery Genova, progetto ideato da Laura Garbarino, porta l’arte contemporanea nel centro storico di Genova, senza costruire nuove istituzioni, senza tempi lunghi e senza retorica. Un formato leggero e agile che trasforma temporaneamente appartamenti storici in residenze temporanee per gallerie italiane e internazionali, invitate a trasferirsi in città per alcune settimane e presentare progetti curatoriali dedicati. PuGG nasce in un momento di crescente interesse internazionale in cui Genova necessita di una presenza contemporanea visibile e continua: riattivare spazi vuoti, attrarre visitatori di qualità e creare opportunità per il tessuto locale contribuendo a ridefinire lo sguardo sulla città. Il progetto prende avvio da un primo spazio prototipo: un appartamento privato nel centro storico, in Vico San Luca, all’interno di Palazzo Gio Batta Grimaldi, un Palazzo dei Rolli - Patrimonio Mondiale UNESCO - concepito nel 1610 su un precedente esistente dal XIII secolo e costruito dal grande architetto lombardo Andrea Vannone con stanze affrescate dal De Ferrari. Dopo il primo lancio a Marzo 2026 con la Galleria Ciaccia-Levi di Parigi, la seconda edizione propone la Galleria Tiziana Di Caro, una delle gallerie più rappresentative di Napoli in dialogo con Genova.