Rosa Panaro

La Galleria Tiziana Di Caro presenta la prima mostra personale nei suoi spazi di Rosa Panaro (Casal di Principe, 1935 – Napoli, 2022) che inaugura sabato 10 gennaio 2026 dalle ore 11:00 alle ore 19:00.

Questo progetto è il frutto di un percorso iniziato nel 2020, quando Francesca Lacatena invitò Rosa Panaro a esporre alcuni disegni e una scultura nell'ambito della mostra collettiva Parabasi.

La mostra include una selezione di opere realizzate tra gli anni Settanta e gli anni Duemila, significative al fine di delineare la versatilità nell'utilizzo della materia scultorea, e al contempo l'audacia e l'ironia nell'affrontare temi politici, sociali, spirituali.

Rosa Panaro si forma all'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove studia scultura per diplomarsi nel 1958. I Cinquanta e Sessanta sono per lei due decenni di grande sperimentazione, durante i quali realizza opere in ceramica, cemento, resina, tufo e amianto.

Ma è la scoperta della cartapesta che la induce ad esplorare un versante creativo che diventerà personalissimo, che la colloca in un ambito di ricerca singolare per il suo tempo, ma anche fortemente legato a Napoli e alla tradizione scultorea partenopea. È passeggiando per il centro storico di Napoli insieme a suo marito, Tony Stefanucci, che Rosa riflette sulla scultura tardo barocca e in particolare sui panneggi realizzati appunto in cartapesta che adornano le statue presenti in tutte le chiese napoletane. I colori, la struttura formale di quella materia così drammatica, talvolta grottesca eppure libera sono per lei folgoranti. La cartapesta infatti, non prevede interventi altri, se non dell'artista stessa. É una materia che lei può creare e manipolare dall'inizio alla fine in piena libertà e senza intromissioni. E poi la policromia tipica della statuaria antica, che però il tempo ha cancellato, con la cartapesta può riverberare nuovamente in tutto il suo vigore.

La mostra si apre con un soggetto non ricorrente nella produzione di Rosa Panaro: la Farfalla. Nonostante abbia amato molto lavorare su dimensioni piccole e contenute, Rosa Panaro restituisce una farfalla che si presenta fuori scala, a enfatizzare l'importanza simbolica che essa trasferisce, ovvero la mutazione che diventa tensione verso la bellezza e la libertà.

Un soggetto, invece, ricorrente nella produzione di Rosa Panaro è la Salamandra, di cui si presenta un gruppo i cui esemplari appartengono a periodi diversi. Di questo anfibio ciò che assume rilevanza è il valore paradigmatico: una leggenda racconta che la salamandra è immune al fuoco, per cui si identifica con la tenacia, la resistenza al male, la capacità di rinnovarsi.

Sono molteplici i temi che hanno caratterizzato la produzione di Rosa Panaro a partire dall'impegno civile per Napoli, impegno che nasce e si compie nella sua città, ma non è qui che si esaurisce anzi assume una dimensione totale e universale.

Il Cormocatrame ne è un esempio: un grande cormorano giace sospeso e supino, ma non è semplicemente una rappresentazione naturalistica. Quel cormorano infatti si è bagnato in un mare di catrame e per questo è sofferente. Il suo becco si spalanca in un grido di dolore, e persino l'interno della sua bocca è annerito come la pece. Questa scultura è il manifesto di un'emergenza rispetto alle sorti del mondo. Ma l'attitudine di Panaro non respinge la speranza, anzi ... la coda del cormorano è, infatti, ancora colorata e tra le zampe porta un melograno, simbolo di prosperità e fertilità.

L'insofferenza e la preoccupazione nei confronti del futuro e della condizione umana si manifesta anche in altre opere, tra cui una più che mai attuale: la colomba della pace. Ma in questa rappresentazione l'iconografia non è consueta, perché quella di Panaro è La colomba della pace incazzata. Ci troviamo di fronte a una scultura che racchiude in sé il paradosso di essere l'emblema della pace, ma al contempo accoglierne il fallimento e per questo esserne adirata.

Negli anni Settanta aderisce al movimento Femminista e vi rimane legata per tutta la vita. La donna sarà per sempre un soggetto prediletto, del quale Panaro ne racconta i diversi archetipi. Ma nella rappresentazione della donna il mito ha il sopravvento sulla cronaca. In mostra è presentata una teoria di figure diverse tra loro per materiali e contesti. C'è Lilith, la prima donna creata da Dio, non dalla sua costola, bensì dal fango. C'è Partenope la sirena su cui si fonda Napoli e che con Napoli da sempre si identifica. C'è la Madonna l'emblema della purezza, della vittoria sul peccato.

Rosa Panaro è stata una grande sperimentatrice e si è dedicata a una ricerca che è rimasta coerente per tutta la vita. Ha rappresentato il quotidiano, il mito e l'ansia del fantastico attraverso un plasticismo dagli effetti sorprendenti.

Ho sempre coniugato nel mio lavoro la ricerca di materiali riciclabili polimaterici e policromi, ho modellato la cartapesta come la ceramica, ma non ho mai disdegnato incursioni in altri materiali, nobili come il bronzo o poveri come il cemento e il gesso. Mi sono interessata di antichi e nuovi miti, attratta in particolare dal mondo femminile”. 

Rosa Panaro è nata a Casal di Principe nel 1935. Si è formata all'Accademia di Belle Arti di Napoli, diplomandosi in Scultura nel 1958.
Negli anni le sono state dedicate molte mostre personali e ha partecipato a numerose collettive tra cui le più recenti sono Il soggetto imprevisto. 1978. Arte e femminismo in Italia, a cura di Raffaella Perna e Marco Scotini, Frigoriferi Milanesi, Milano, Doing Deculturalization, a cura di Ilse Lafer, Museion Bolzano (2019), Facile ironia. L'ironia nell'arte italiana del XX e XXI secolo, a cura di Lorenzo Balbi e Caterina Molteni al MAMbo, Bologna (2025) e Gli anni. Capitolo 2, a cura di Eva Fabbris in collaborazione con Marta Federici e Silvia Salvati in corso al Madre.

Installation view

Artworks displayed

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Rosa Panaro

Farfalla (Le ali della libertà), 1996

scultura in cartapesta e collage

154x104x69 cm

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Rosa Panaro

Senza titolo (dalla serie Salamandre), 2013 (circa)

scultura in cartapesta e collage

38x32x15cm

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Rosa Panaro

Salamandra apotropaica, 2000

scultura in cartapesta e collage

42x34x19cm
 

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Rosa Panaro

Senza titolo (dalla serie Salamandre), 2000 (circa)

scultura in cartapesta e collage

45x13,5x16,5cm
 

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Rosa Panaro

Salamandra patafisica, 2000 (circa)

scultura in cartapesta e collage

28x22x17cm
 

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Rosa Panaro

Cormocatrame, 2003
scultura in cartapesta e collage

140x163x47cm
 

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Rosa Panaro

La colomba della pace incazzata,1990
scultura in cartapesta e collage

70x84x50cm
 

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Rosa Panaro

Circolarità della vita (dalla serie Melograni), 2000 (circa)
scultura in cartapesta e collage

34x20x20cm
 

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Rosa Panaro

Madonna con bambino,1987 

scultura in bronzo 

48x24x25cm
 

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Rosa Panaro

Lilith, anni ‘80
scultura in bronzo

40x15x30cm
 

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Rosa Panaro

Partenope Vesuvio
scultura in bronzo 

29x24x24cm
 

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Rosa Panaro

Volo di Lilith Partenope, 1990-1995
scultura in cartapesta e collage 

69x30x35cm
 

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Rosa Panaro

Lilith con burka, anni ‘90
scultura in cartapesta e collage

77x30x40cm
 

News

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