Eugenio Murrali - Città del Vaticano
Tra i corridoi del Dicastero per la Cultura e l'Educazione si può vivere in questi giorni di Giubileo un'esperienza inconsueta ed edificante: camminare dentro la poesia. Le pareti sono abitate dalle oltre duecento opere di una mostra che fa storia: Global Visual Poetry 1950-1980, curata da Raffaella Perna. Scrive il prefetto del Dicastero, cardinale José Tolentino de Mendonça nella presentazione dell'allestimento: "I creatori della Visual Poetry ci ricordano che nella scrittura umana più funzionale, nella nostra scrittura misurata, minuscola o amministrativa, pulsa la possibilità poetica che da un istante all'altro rende qualsiasi lettera 'illegibile come la tigre', e cioè documento non della risposta ma della domanda; non dell'evidenza, ma dell'enigma; non solo prevedibile morfema del visibile, ma dirompente sintassi di ciò che non si vede". Il percorso espositivo racconta l'uso sperimentale del rapporto tra immagine e linguaggio, che si è espresso in moltissimi Paesi del mondo a partire dal Dopoguerra: "Una sperimentazione artistica che ha messo in collegamento realtà molto diverse, a partire da una riflessione sul valore politico della parola e sulla capacità di trasmettere messaggi anche a partire dalla sua qualità iconica. Un fenomeno che ha raccolto l'eredità delle prime avanguardie come il Futurismo e il Dadaismo e ha rimesso in campo una dimensione transnazionale, creando ponti tra popolazioni, Paesi, diverse realtà".