Reality Show

La Galleria Tiziana Di Caro ha il piacere di inaugurare la mostra collettiva Reality Show, venerdì 28 settembre 2012, alle ore 19.00.

Il progetto è stato pensato ed elaborato da Stanislao di Giugno e raccoglie opere di Bhakti BaxterRaphael DankeStanislao di GiugnoGabriel HartleyPhilipp LachenmannNicola PecoraroAlessandro PiangiamoreAlfredo PirriBelén Rodríguez GonzálezCaterina SilvaIgnacio Uriarte. Di ognuno di essi è stato scelto un lavoro che ha uno specifico legame con la realtà, la vera protagonista della mostra. Come osserva di Giugno, "Qualsiasi sia il punto di partenza degli artisti, l'idea è sempre di utilizzare materiali facilmente reperibili nella vita di tutti i giorni, in modo da attuare un détournement della realtà. La scelta degli artisti è assolutamente personale; non pretende di essere esaustiva e non indica una tendenza generalizzata, ma si concentra su un gruppo di lavori selezionati sulla base di un gusto personale e soggettivo".

Il titolo "Reality Show" è preso in prestito dal linguaggio televisivo, ed è da intendersi nel suo significato letterale: una mostra strettamente connessa al mondo che ci circonda, che è oggetto di un'analisi fenomenologica, attraverso un metodo puramente descrittivo, ma non scientifico. Nei lavori selezionati si recepisce " … una volontà di stravolgere i dati così come ci vengono sottoposti che trovo eccezionale, una volontà sicura di non voler accettare niente che sia considerato consueto e acquisito. Questo è un atteggiamento politico che non declama, che non sciocca, ma silenziosamente insinua un tarlo nella società forse più difficile da estirpare ..." [ S.d.G.]

Le opere presentate sono eterogenee: fotografie, sculture, collage, dipinti e anche i punti di vista con cui esse sono trattate sono differenti. Bhakti Baxter (Miami - USA, 1979) realizza una costruzione determinata da codici geometrici, che disorientano lo spettatore, trascinandolo in una dimensione al confine tra realtà e astrazione. Raphael Danke (Aachen – DE, 1972) analizza il limite, apparentemente invalicabile, tra la manifestazione del quotidiano e la relativa dimensione intangibile. Gabriel Hartley (Londra, UK, 1981) altera la dimensione spaziale, creando un cortocircuito tra la natura e l'artificio, mentre Philipp Lachenmann (Monaco – DE, 1963) esplora empiricamente la quotidianità, al fine di sondare il senso delle immagini in relazione al loro significato simbolico. Nicola Pecoraro (Roma – IT, 1978) trasforma la fisionomia dell'oggetto, generando una trasmutazione del suo stesso significato.

Alessandro Piangiamore (Enna – It, 1976) accosta un corallo ad una cartolina. Un oggetto è utilizzato a completamento di un paesaggio in un preciso equilibro tra natura ed artificio . Belén Rodríguez González (Valladolid – ES, 1981) raccoglie frammenti di plastica colorata dalle spiagge. Questi divengono soggetti di opere, immagini astratte ottenute attraverso un procedimento di scansione e stampa, in una forma di catalogazione al contempo insolita e scientifica. Caterina Silva (Roma – IT, 1983) osserva il mondo e lo riscrive attraverso una gestualità poetica e apparentemente accidentale. Ignacio Uriarte (Krefeld – DE, 1972) attua una variazione di significato utilizzando oggetti presi direttamente dalla realtà di tutti i giorni e ne cambia il significato. Stanislao di Giugno (Roma – IT, 1969) costruisce un impianto atto a distruggere alcuni dei simboli universalmente riconoscibili, appartenenti alla nostra cultura e alla nostra civiltà. La sintesi del contenuto e delle motivazioni sviluppate dagli artisti in relazione all'idea proposta da Stanislao di Giugno è ben argomentata da Alfredo Pirri, anch'egli invitato a contribuire al progetto: "L'arte è il motore di cambiamento della realtà. Sono per un'arte che da una parte evapora dalle cose e dall'altra riprecipita sulla terra come una fonte battesimale".

Si ringraziano gli artisti e Norma Mangione Gallery, Torino, Federica Schiavo Gallery, Roma, Galleria S.A.L.E.S., Roma, Furini Arte Contemporanea, Roma, Galleria Gentili, Prato, Giacomo Guidi Arte Contemporanea, Roma, Magazzino d'Arte Moderna, Roma.

Installation view