Radical Software: Women, Art & Computing 1960–1991 esamina la storia dell'arte digitale da una prospettiva femminista, concentrandosi sulle donne che hanno lavorato con i computer come strumento o soggetto e sulle artiste che hanno lavorato in modo intrinsecamente computazionale.
Composta da oltre 100 opere di cinquanta artiste provenienti da quattordici paesi, abbraccia un periodo che va dai primi anni dell'informatica a circuito integrato negli anni '60 alla "rivoluzione dei microcomputer", che ha portato alla nascita dell'informatica domestica negli anni '80. Durante questi tre decenni il computer è migrato dal laboratorio allo spazio privato e domestico. Una mostra principalmente analogica sull'arte digitale, le opere esposte precedono l'ascesa del World Wide Web e la proliferazione di informazioni e immagini digitali che ne sono seguite e hanno radicalmente rimodellato il modo in cui gli artisti lavorano fino a oggi. Questo stesso periodo è anche definito la seconda ondata del femminismo, un'epoca che ha reso popolare un'idea (seppur incompleta) di uguaglianza di genere.