Radical Software: Women, Art & Computing 1960-1991 esamina il ruolo pionieristico delle donne nell'arte digitale. La mostra comprende più di cento opere di cinquanta artiste, tra cui pittura, scultura, installazione, film, performance e molti disegni e testi generati al computer.
L'esposizione si concentra sulle donne che sono state tra le prime a utilizzare il computer - mainframe e minicomputer - come strumento per fare arte. Ad esse si affiancano altre artiste che hanno fatto del computer il loro soggetto o che hanno lavorato in modo computazionale con sistemi algoritmici o matematici. La mostra inizia con opere realizzate nei laboratori informatici accademici o industriali e termina con altre realizzate sui primi personal computer negli ultimi anni prima che il World Wide Web rendesse Internet accessibile al pubblico. Inserita in un periodo segnato anche dalla seconda ondata di femminismo, la mostra documenta una storia meno conosciuta della nascita dell'arte digitale, contrastando le narrazioni convenzionali su arte e tecnologia e concentrandosi interamente su figure femminili.
La mostra sarà accompagnata da una nuova pubblicazione che include 27 interviste agli artisti. Venerdì 28 febbraio, presso la TU Wien, si terrà un simposio con gli artisti della mostra ed esperti nel campo dell'arte e della tecnologia.
La mostra Radical Software: Women, Art and Computing 1960-1991 è curata da Michelle Cotton e organizzata dalla Kunsthalle Wien di Vienna e dal Mudam Luxembourg - Musée d'Art Moderne Grand-Duc Jean.