Lina Selander utilizza il video e l'installazione come medium principali del suo lavoro. La storia, la politica e l'indagine antropologica sono solo alcune delle aree di interesse entro cui si muove. Il metodo che applica a tale indagine è di carattere “archeologico” nella misura in cui Selander scava nella realtà, fino a evidenziare la cultura umana attraverso l'analisi dell'ambiente e delle caratteristiche che la circondano. Nelle sue opere sequenze di repertorio si mescolano a riprese inedite e quasi mai narrative: attraverso immagini che ricerca accuratamente Selander mostra la realtà in maniera categorica e senza intermediazioni.

I film e le installazioni di Selander possono essere letti come composizioni o modelli di pensiero, in cui idee e condizioni vengono esplorate e soppesate. Esamina le relazioni tra memoria e percezione, fotografia e film, linguaggio e immagine.

“Intese come unità di relazione e contemporaneamente come entità a sé stante, le immagini fungono per Selander da frammenti di un discorso che trasporta nel senso del tempo e della memoria, della storia (quella vera) e della umanità, riletta grazie a un montaggio teoretico o a un meta-montage, come ha giustamente rilevato Lena Essling, che permette di agglomerare diversi livelli di un tessuto linguistico sempre più assorbente”.

Lina Selander ha rappresentato la Svezia alla 56. Biennale di Venezia nel 2015.

Le mostre personali di Lina Selander includono: Kunst Haus Wien; Argos – Centro per l'Arte ei Media, Bruxelles; Iniva, Londra; Moderna Museet, Stoccolma; VOX – Centre de l'image contemporaine, Montréal. Una selezione delle sue mostre collettive include: La Biennale di Kiev 2015; Seoul Media City Biennale 2014; Manifesta 2012 in Belgio.


 

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